Le profezie dell’Humanae Vitae

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La pillola contro la civiltà occidentale (50 anni dopo)

Capitolo V

HUMANAE VITAE OGGI: REINTERPRETARE, CORREGGERE, RIFORMARE…

Nonostante questo, nonostante che la storia abbia dato ragione a Paolo VI, continua in maniera più o meno sommessa all’interno della Chiesa, un movimento di pensiero che vorrebbe modificare l’insegnamento dottrinale riguardante agli anticoncezionali. Il movimento accoglie tra le sue fila alcune voci autorevoli: basti pensare a L. Moia editorialista di Avvenire e autore di un recente libro (Il metodo per amare. Un’inchiesta – L’Humanae Vitae cinquant’anni dopo, San Paolo 2018) dove propone un aggiornamento alla luce di Amoris Laetitia e di una più ampia “libertà di coscienza” per gli sposi. Ma anche vescovi (secondo alcuni lo stesso mons. Paglia presidente della Pont. Accademia per la Vita?) e professori di Università Pontificie come Andrea Grillo (S. Anselmo) o Maurizio Chiodi della Pont. Accademia per La Vita («Ci sono circostanze che proprio per responsabilità richiedono la contraccezione») che si sono schierati per nuove vie “cattoliche” (e artificiali) alla regolazione delle nascite. Il movimento – per così dire – “revisionista”  vorrebbe approfittare del “nuovo corso” e dei venti di cambiamento apportati da papa Francesco con Amoris Laetitia, ma paradossalmente trova nello stesso pontefice un ostacolo. Sì, perché lo stesso Francesco è intervenuto più volte per difendere HV sottolineando il ruolo profetico di Paolo VI nel proclamare illecite le tecniche artificiali di regolazione delle nascite, solo contro tutti all’interno ed all’esterno della Chiesa. Per papa Francesco (così come lo fu per Paolo VI) è chiaro che HV non è stata capita, venendo recepita come una serie di proibizioni piuttosto che un aiuto per i coniugi ad ascoltare e mettere in pratica il piano di Dio sulla sessualità e la famiglia cristiana. Così come è successo al suo altrettanto contestato documento Amoris Laetitia: «Alcuni hanno ridotto Amoris Laetitia a una sterile casistica del “si può, non si può”. Non hanno capito nulla!» (Discorso al Forum delle Associazioni Familiari, 16 giugno 2018).

LE RESPONSABILITA’ DEI PASTORI: CATECHISTI, SACERDOTI E VESCOVI

Da 50 anni i “detrattori” di Humanae Vitae accusano papa Montini di aver alzato troppo l’asticella della morale sessuale provocando danni irreparabili alla Chiesa e ai fedeli (lo stesso cardinale Martini parlò di «gravi danni»). Se è vero che – come ha tristemente confermato il recente Sinodo sulla Famiglia – i cattolici hanno in larga parte ignorato o disobbedito all’HV (tranne che alcuni movimenti ecclesiali come Opus Dei e Cammino Neocatecumenale), la colpa non è di HV ma di chi non ha saputo insegnare e difendere l’insegnamento della Chiesa, di quei pastori che – credendo impraticabili le parole del Papa – per insubordinazione, per rispetto umano o per ignoranza, per non aver capito nulla della bellezza del messaggio di HV, hanno preferito lasciare ai fedeli la libertà di scelta su come vivere la propria sessualità e paternità responsabile. Falsa e cattiva misericordia a buon prezzo che ha creato solamente molta confusione, disobbedienza, situazioni di peccato e sofferenza.